Il dolce delle monache: una ricetta semplice e gustosa per stupire i tuoi ospiti a tavola con un gusto avvolgente

Il dolce delle monache: una ricetta semplice e gustosa per stupire i tuoi ospiti a tavola con un gusto avvolgente

Nel panorama della pasticceria conventuale italiana, il dolce delle monache rappresenta una delle preparazioni più affascinanti e ricche di storia. Questa specialità, nata tra le mura dei conventi dove le suore custodivano gelosamente ricette tramandate di generazione in generazione, conquista per la sua texture morbida e il suo sapore avvolgente che ricorda le mandorle tostate e gli agrumi mediterranei.

La ricetta che vi presentiamo oggi è una versione semplificata ma fedele alla tradizione, perfetta per stupire gli ospiti con un dessert che unisce semplicità di esecuzione e risultato scenografico. Con ingredienti facilmente reperibili e una preparazione alla portata anche di chi si avvicina per la prima volta alla pasticceria, questo dolce vi permetterà di portare in tavola un pezzo di storia culinaria italiana.

30

40

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione degli ingredienti base

Iniziate preriscaldando il forno a 170°C. Questa temperatura moderata permetterà al dolce di cuocere uniformemente senza bruciare la superficie. Nel frattempo, fate sciogliere il burro a bagnomaria (tecnica di cottura indiretta dove un recipiente viene posto sopra una pentola di acqua bollente) o nel microonde a bassa potenza, poi lasciatelo intiepidire. Grattugiate finemente la scorza del limone facendo attenzione a prelevare solo la parte gialla, evitando la parte bianca che risulterebbe amara.

2. Montatura delle uova

Separate i tuorli dagli albumi con delicatezza, facendo attenzione che nemmeno una goccia di tuorlo finisca negli albumi, altrimenti non monteranno correttamente. In una ciotola capiente, montate i tuorli con 120 grammi di zucchero semolato utilizzando il frullatore elettrico per circa 5 minuti, fino a ottenere un composto chiaro, spumoso e voluminoso. Aggiungete l’estratto di vaniglia e la scorza di limone grattugiata, mescolando delicatamente.

3. Incorporamento degli ingredienti secchi

In una ciotola separata, setacciate insieme la farina di mandorle, la farina 00 e il lievito per dolci. Questo passaggio è fondamentale per eliminare eventuali grumi e garantire una consistenza uniforme al dolce. Aggiungete il pizzico di sale che esalterà tutti i sapori. Incorporate gradualmente questa miscela al composto di tuorli montati, alternandola con il burro fuso tiepido e l’amaretto. Mescolate con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

4. Montatura degli albumi

Pulite accuratamente le fruste del frullatore elettrico e asciugatele perfettamente. Montate gli albumi a neve ferma, aggiungendo gradualmente i restanti 60 grammi di zucchero quando iniziano a formare delle bolle. Gli albumi sono pronti quando, capovolgendo la ciotola, rimangono saldi senza scivolare. Questo passaggio richiede pazienza ma è essenziale per la sofficità del dolce.

5. Amalgama finale

Incorporate gli albumi montati al composto preparato in precedenza con movimenti delicati e avvolgenti, utilizzando una spatola in silicone. Aggiungete prima un terzo degli albumi per ammorbidire l’impasto, poi incorporate il resto in due volte. Mescolate sempre dal basso verso l’alto con movimenti circolari per mantenere l’aria incorporata negli albumi.

6. Cottura del dolce

Imburrate e infarinate una teglia rotonda da 24 cm oppure foderatela con carta forno. Versate il composto nella teglia livellando la superficie con la spatola. Infornate nella parte centrale del forno preriscaldato a 170°C per circa 40 minuti. Il dolce è pronto quando la superficie risulta dorata e uno stecchino inserito al centro esce asciutto. Non aprite il forno durante i primi 30 minuti di cottura per evitare che il dolce si sgonfi.

7. Raffreddamento e decorazione

Sfornate il dolce e lasciatelo raffreddare nella teglia per 10 minuti, poi trasferitelo su una gratella per farlo raffreddare completamente. Quando sarà completamente freddo, spolverizzatelo generosamente con lo zucchero a velo utilizzando un setaccio fine per ottenere una copertura uniforme e delicata. Potete decorare ulteriormente con mandorle a lamelle tostate se desiderate.

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Giulia Bellocchio

Il trucco dello chef

Per verificare se le uova sono fresche, immergetele in un bicchiere d’acqua: se affondano sono freschissime, perfette per essere montate. Se il dolce risultasse troppo asciutto, potete preparare una bagna leggera con acqua, zucchero e amaretto da spennellare sulla superficie ancora tiepida. Conservate il dolce delle monache sotto una campana di vetro o in una scatola di latta per mantenerne la morbidezza fino a 4 giorni. Per un risultato ancora più aromatico, potete sostituire metà della scorza di limone con scorza d’arancia.

Abbinamenti per un dessert conventuale

Il dolce delle monache si sposa perfettamente con un Passito di Pantelleria, vino dolce siciliano dal bouquet intenso di albicocca e miele che esalta le note di mandorla del dolce. In alternativa, un Vin Santo toscano rappresenta la scelta più tradizionale, richiamando l’origine conventuale della ricetta.

Per chi preferisce bevande analcoliche, suggeriamo un tè Earl Grey caldo con una fetta di limone, oppure un caffè espresso che contrasta piacevolmente con la dolcezza del dessert. Durante la stagione estiva, una limonata artigianale leggermente zuccherata può rappresentare un accompagnamento rinfrescante e armonioso.

Informazione in più

Il dolce delle monache affonda le sue radici nella tradizione pasticcera dei conventi italiani del XVII secolo, quando le suore utilizzavano ingredienti semplici ma pregiati come mandorle e agrumi per creare dolci destinati alle festività religiose o come dono per i benefattori.

Ogni convento custodiva la propria versione della ricetta, tramandata oralmente e gelosamente protetta. La versione più celebre proviene dai conventi siciliani, dove l’abbondanza di mandorle e agrumi permetteva di realizzare dolci dal sapore particolarmente intenso. Il nome stesso evoca la spiritualità e la dedizione con cui le monache si dedicavano all’arte pasticcera, considerata una forma di preghiera attraverso il lavoro manuale.

Oggi questo dolce rappresenta un ponte tra passato e presente, permettendo di riscoprire sapori autentici e tecniche tradizionali in un’epoca dominata dalla pasticceria industriale.

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